(Segue traduzione in italiano)

After the last Waterlines Project, we had the opportunity to meet Christina Viragh, a Swiss writer and translator with Hungarian origins, whose last book, Eine dieser Nächte (One of these Nights) has been recently published. Born in Budapest in 1953, she moved with her parents to Lucerne, Switzerland in 1960. After graduating in Philosophy and Literature at the University of Lausanne, Christina Viragh started to work as a journalist before becoming a renowned writer and translator. She represents an example of the many talented and prized authors Ca’ Foscari University has had the opportunity to host thanks to the activities of its International College. We had the opportunity to ask her a few questions regarding her experience in Venice after she spent three weeks living on the island of San Servolo along with students of the International College.

How was your Venetian stay as far as your writing is concerned?

It was very good. I stayed in a nice room, with a view of the garden. There was a really nice atmosphere. As Virginia Woolf says in A room of one’s own, a writer needs peace, quiet and silence, so San Servolo was really good for me. You know, I am working on a new book right now and I felt really inspired on the island. I thought that on the island I could write the entire book!

What about the city? How was your experience as a temporary resident here?

I had already been to Venice before, but not for such a long time. It is an incredible city, with a strong atmosphere, so strong that I almost went around crying. You can actually feel an archaic presence here.

You frequently mentioned Virginia Woolf and A room of one’s own. In the book one of Woolf’s main concerns is female writing. For example, she tells the story of an imaginary character, Judith Shakespeare; she recounts the difficulties important writers such as the Brontes and Jane Austen encountered. So, what do you think about female writers? Do you see a kind of specificity in women writers, being one of them?

I strongly believe that literature is female. Even if a man writes, if he is a good writer he will write using his female side. Writing has a special relation with language, and I think that language is a female strength as well. I believe women are more articulate and receptive to the possibilities of language, in fact, writing is natural for women. Of course we all know why there have not been many women writers in the past. Virginia Woolf, too, is speaking of that. But just think that the first true novel, inasmuch as it works with psychological insight into its characters, was wiritten by a Japanese woman at the beginning of the 11th century – The Tale of Genji.

How was the experience of presenting your book along with a performance from a musician such as Marco Castelli?

I have already had experiences similar to the Waterlines project, where I cooperated with other artists. But here in Venice, it was a special event. I am very happy to have met Marco Castelli. He is a great musician and he managed to put really good music during the reading session in the last meeting, giving the right atmosphere to the entire event.

Do you have any literary inspiration? And regarding the Italian literature: do you have any Italian writer that you liked most? 

I wouldn’t say that I have a model that inspires me while I am writing. I would prefer to say that I have different inspirations. Of course, different Hungarian authors inspire me. Another writer I consider really important is Proust. And, of course, Woolf, especially as the author of The Waves. Actually, I think that this book is superior to Ulysses, its inner monologues or, if you want, streams of consciousness, being more original and way more poetic. As far as Italian literature is concerned, I really like poetry, especially Italian poets like Montale and Leopardi.

When did you understand that you wanted to become a writer?

Ever since I was a little child, I have dreamt about being a writer. It was like an inner urge. But then, it was a rather slow approach. First, I wrote for newspapers. It took some courage to make the step towards writing a novel.

 

Al termine dell’ultimo incontro di Waterlines abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Christina Viragh, scrittrice e traduttrice svizzera di origine ungherese, che di recente ha pubblicato il suo ultimo libro Eine dieser Nächte (“Una di quelle notti”). Christina Viragh è nata a Budapest nel 1953 e si è trasferita da bambina con i suoi genitori in Svizzera, nel 1960. Dopo essersi laureata in filosofia e letteratura all’università di Losanna, ha iniziato a lavorare come giornalista, prima di diventare una scrittrice e traduttrice di fama internazionale. Christina Viragh è una delle molte autrici e autori di talento ospitate dall’Università Ca’Foscari. Abbiamo avuto il piacere e l’onore di rivolgerle alcune domande riguardanti la sua esperienza a Venezia, dopo aver vissuto per tre settimane sull’Isola di San Servolo, luogo in cui risiedono anche gli studenti del Collegio Internazionale.

Com’è stata l’esperienza di scrittura durante il soggiorno veneziano?

È andata molto bene. Ero in una bella stanza, che dava sul giardino. C’era una bella atmosfera. Come scrive Virginia Woolf in Una stanza tutta per sé, uno scrittore ha bisogno di pace, tranquillità e silenzio, per questo San Servolo è stata perfetta per me. Al momento sto lavorando a un nuovo libro e mi sono sentita veramente ispirata sull’isola. Ho quasi pensato che su quest’isola potrei anche scrivere il libro intero.

Cosa ne pensa della città? Com’è stata la sua esperienza da residente temporaneo di Venezia?

Ero già stata a Venezia prima d’ora, ma non per un periodo di tempo così lungo. È una città incredibile, con un’atmosfera così forte da farmi andare in giro quasi con le lacrime agli occhi. Puoi sentire una presenza arcaica nella città.

Ha menzionato spesso Virginia Woolf e Una stanza tutta per sé . Nel primo libro della Woolf , la questione principale è la scrittura femminile. Ad esempio, la Woolf racconta la storia di un personaggio immaginario, Judith Shakespeare, che racconta le difficoltà incontrate da importanti scrittrici, come le sorelle Brontë e Jane Austen. Cosa ne pensa delle scrittrici donne? Lei che appartiene a questa categoria, ritiene che vi sia una qualche specificità nella scrittura femminile?

Credo fortemente che la letteratura sia donna. Anche se è un uomo a scrivere, se è un bravo scrittore, scriverà utilizzando il suo lato femminile. Lo scrivere intrattiene una relazione speciale, con il linguaggio e penso che anche il linguaggio sia, analogamente, una forza femminile. Penso che le donne siano più eloquenti e recettive alle possibilità del linguaggio: infatti, scrivere è ci viene naturale. Ovviamente sappiamo perché non ci sono state molte scrittrici donne in passato. Anche Virginia Woolf lo dice. Basti pensare che il primo romanzo psicologico è stato scritto da una donna giapponese all’inizio dell’ XI secolo – Il Racconto di Genji.

Com’è stato presentare il suo nuovo libro accompagnata dalla performance di un musicista come Marco Castelli?

Ho già avuto esperienze simili a quella del progetto Waterlines, in cui ho collaborato con altri artisti. A Venezia è stato un evento molto speciale. Sono molto felice di aver avuto la possibilità di conoscere Marco Castelli, che è un bravissimo musicista. Il momento di lettura dell’ultimo evento è stato accompagnato perfettamente dalla sua musica, ha dato la giusta atmosfera all’intero evento.

Si ispira a qualche modello letterario in particolare? E per quanto riguarda la letteratura italiana, c’è qualche scrittore italiano che preferisce?

Non direi di avere un modello a cui mi ispiro quando scrivo. Direi piuttosto che ne ho diversi. Naturalmente mi ispiro a numerosi autori ungheresi. Un altro scrittore che ritengo molto importante per me è Proust. Poi, naturalmente, la Woolf, specialmente come autrice delle Onde. Penso, infatti, che questo libro sia superiore all’ Ulisse di Joyce. I suoi monologhi interni, streams of consciousness, se vogliamo, sono più originali e molto più poetici. Per quanto riguarda la letteratura italiana, mi piace molto la poesia, in particolare, poeti italiani quali Montale e Leopardi sono una fonte di ispirazione.

Quando ha capito che sarebbe voluta diventare una scrittrice? 

Sin da bambina ho sognato di diventare una scrittrice. È come un impulso interiore. Poi mi ci sono avvicinata piuttosto lentamente. Scrivevo per giornali, ci volle un po’ di coraggio per il passo verso la letteratura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...